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Oggi vi voglio parlare di un argomento molto importante

Come affrontare con serenità il momento del parto?

La gravidanza è un periodo molto complesso e dinamico, in cui si costruiscono nuovi sentimenti, si elaborano regole e abitudini nuove, ci si prepara psicologicamente e fisicamente ad affrontare il momento della nascita e a costruire una relazione d’amore. Esistono oggi numerosi corsi di preparazione al parto che aiutano le donne a comportarsi in modo più consapevole e ad affrontare con serenità il momento della nascita, controllando il dolore e vincendo le emozioni negative. I corsi offrono anche l’occasione di incontrare altre donne che hanno gli stessi problemi e le stesse paure, e cercano di creare un primo contatto con il personale e l’ambiente dove avverrà il parto. La preparazione al parto è organizzata sia da strutture pubbliche sia da centri privati e intende creare un rapporto più umano nell’assistenza alla coppia e al bambino, creando così un clima di comprensione, di rispetto e affetto.

Corsi preparto: come sono organizzati?

I corsi tradizionali sono composti da una serie di lezioni teoriche sul “funzionamento” dell’apparato riproduttivo; l’ostetrica affronta il problema del dolore e della paura del dolore, cercando di allontanare i timori, e infine propone esercizi di ginnastica e tecniche di respirazione utili nel momento del travaglio. I corsi di preparazione non servono solo a controllare il dolore, ma anche a:

Nei corsi tradizionali di preparazione al parto, a partire dalla fine del secondo trimestre, si tengono delle riunioni settimanali (di circa 2 ore e tenute in consultorio, in palestra o in ospedale), nelle quali si trattano diversi argomenti: dalla contrazione muscolare alla respirazione, dal parto all’allattamento, ai preparativi per il bambino. Si visionano poi film sul parto e/o sull’allattamento e si esegue una visita guidata alla sala parto e al nido. Nello stesso periodo le partecipanti al corso vengono riunite in una palestra e allenate ad eseguire esercizi di ginnastica e di rilassamento del corpo nonché esercizi respiratori.

La ginnastica yoga è indicata in gravidanza?

Lo yoga in gravidanza è consigliato a chi lo pratica da qualche tempo e ha una buona esperienza personale al riguardo. Esige il controllo della propria mente con diversa gradualità a seconda dei differenti livelli della situazione in cui la partoriente viene a trovarsi. Ciò significa, per esempio, che in certi momenti la donna deve distogliere il pensiero dalle contrazioni mentre in altri deve esserne completamente consapevole. Lo yoga è senza dubbio un’attività benefica per il rilassamento, il controllo della respirazione e la flessibilità corporea, ma devono essere evitate alcune posizioni e gli allungamenti muscolari estremi. Uno strumento dell’Hatha Yoga è il Pranayam, ovvero il controllo dell’energia vitale attraverso il respiro. Una buona respirazione, infatti, è fondamentale sia in gravidanza sia al momento del parto poiché una maggiore ossigenazione e depurazione del sangue materno trasmette più ossigeno al bambino durante la sua vita nel grembo materno e diminuisce sensibilmente il dolore delle contrazioni.

Lo yoga, inoltre, è il capostipite di tutte le tecniche di rilassamento, interiorizzazione e meditazione, e attraverso i Mantra, frasi che rafforzano e calmano la mente e vocalizzi che scaricano le tensioni, la donna impara l’attenzione al sé, ad individuare sempre i suoi bisogni e quelli del bambino che porta in grembo con una presa di coscienza più profonda di questa naturale unione.

In cosa consiste il training autogeno?

Il training autogeno respiratorio è stato diffuso in Italia, a partire dal 1973, dal professor Umberto Piscicelli, che ne ha proposto l’impiego nei corsi di preparazione al parto. È basato su tecniche di autosuggestione e di respirazione, che hanno lo scopo di condizionare la reazione della gestante ad ogni singola fase del parto, in modo da alleviare sia la tensione fisica sia quella psicologica.

I corsi sono costituiti da incontri settimanali che iniziano al settimo mese di gravidanza e si basano su lezioni teoriche (fisiologia della gravidanza e del parto) ed esercitazioni pratiche. Le gestanti apprendono le tecniche di rilassamento e quelle di respirazione e di controllo muscolare, che devono essere applicate nei vari momenti del travaglio.

Durante il rilassamento, la donna in gravidanza impara ad evocare ricordi e sensazioni, ansie e paure, sulle quali viene eseguita un’analisi psicologica. Si insegna una respirazione lenta e profonda, come quella del sonno, da usare quando iniziano le contrazioni; per la fase espulsiva del parto la gestante apprende a inspirare e a trattenere l’aria nei polmoni nel momento di spingere e a rilassarsi completamente nell’intervallo tra le contrazioni. Il controllo della tensione emotiva e fisica, evitando di amplificare la percezione dolorosa, tende a ridurre al minimo il dolore.

Lo stretching può aiutare? E il massaggio?

Ci sono alcuni esercizi di stretching che possono aiutare - se eseguiti con continuità e in modo corretto - a recuperare la qualità delle contrazioni e l’elasticità delle fasce muscolari, consentendo alla donna di acquisire una maggior padronanza del proprio corpo e ad assumere un atteggiamento attivo nel momento del parto. Gli esercizi di stretching sono utili anche durante la gravidanza per alleviare i dolori di schiena e quelli del bacino. Si tratta di esercizi semplici che rilassano e allungano tutti i muscoli in modo passivo e non faticoso, sfruttando la forza di gravità e la normale capacità di resa del corpo. Gli esercizi possono essere eseguiti anche in casa. Per esempio, sono diventati importanti gli esercizi per tonificare e aumentare l’elasticità del piano perineale. Le prime indicazioni sull’attività fisica in gravidanza riguardano soprattutto gli esercizi che tonificano la muscolatura del tronco, benefici poiché mantengono la postura corretta prevenendo così i dolori alla schiena.

Il massaggio durante il travaglio può essere, per alcune donne, molto benefico (un tocco intenso e con notevole pressione). In ogni caso si tratta di una pratica molto utile in gravidanza (le aree cui prestare maggior attenzione sono il sacro, la schiena, le gambe e le spalle) e anche, in seguito, per il bambino.

Cosa dire dei corsi di preparazione preparto in acqua?

Alcuni corsi di preparazione al parto sono organizzati in piscina con lezioni di nuoto, esercizi di stretching in acqua e insegnamenti di tecniche di rilassamento e respirazione. L’attività acquatica può iniziare non appena la donna si accorge di aspettare un bambino e può continuare fino al giorno stesso del travaglio. L’allenamento si svolge tre volte la settimana per la durata di circa un’ora. È consigliabile indossare un costume da bagno comodo, non necessariamente per gestanti.

Durante la gravidanza, l’acqua può aiutare la gestante a sentirsi piena d’energia, assumendo un atteggiamento positivo rispetto al proprio corpo e al bambino. L’immersione determina un utile effetto diuretico e gli esercizi acquatici possono aiutare a prepararsi fisicamente al travaglio e al parto. In acqua, oltre a tonificare la muscolatura corporea, si può ritrovare elasticità e agilità, coordinazione, s’impara a conoscere lo schema corporeo e si verifica meglio l’apprendimento del controllo della respirazione e dell’apnea.

Grazie alla sensazione di leggerezza che l’acqua offre, poiché il corpo immerso si muove più facilmente e sembra non aver peso, è molto più facile potenziare la muscolatura in modo dolce, aumentando la resistenza fisica e la forma generale della donna. La frequenza assidua al corso è anche un ottimo rimedio per l’insonnia e molto spesso riesce a sconfiggere depressione e affaticamenti, arrivando ad una migliore sopportazione dello stress e dell’ansia. Quest’approccio particolare all’attività acquatica, poi, consente alle mamme, che hanno imparato ad essere a loro agio nell’acqua, di ritornare con entusiasmo dopo pochi mesi insieme al loro bambino.

Pubblicato il 18/5/2007 alle 23.36 nella rubrica consigli utili.

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