Blog: http://ilblogdellemamme.ilcannocchiale.it

Consigli utili per levare il pannolino a un bambino!

(tratto da http://www.pediatric.it)

Tra i 2 e 3 anni, il 70% dei bambini è pronto per approdare al vasino.
A 4 anni, il 30% dei bimbi non riesce ancora a tenere la pipì tutta la notte. A 5 anni, la percentuale scende al 15%, a 6 anni al 10%, e alla pubertà all’1%. Il ritardo nell’acquisizione dell’autonomia completa non è una malattia, può essere dovuto a uno sviluppo più lento.

Fino a qualche generazione fa si faceva spesso ricorso alle maniere forti pur di abituare il piccolo al vasino il più presto possibile. Oggi, invece, si presta più attenzione alla spontaneità degli impulsi del bimbo, perché anche questi aspetti della vita si riflettono poi sul suo sviluppo psicologico.

 

 

MATURAZIONE A DUE LIVELLI.

Per arrivare a controllare da solo le funzioni corporee, il piccolo deve aver raggiunto un certo grado di maturazione fisiologica, senza la quale è impossibile educarlo al vasino. Che cosa significa? Dal punto di vista anatomico bisogna aspettare lo sviluppo di una zona del cervello che corrisponde alla volontà e alla coscienza. E questo non si verifica prima dell’anno. La maturazione neurologica è fondamentale perché permette un controllo volontario delle contrazioni della vescica. Ma questo non basta. Ci deve essere una maturazione anche della vescica. Bisogna che il bimbo, libero dal pannolino, si eserciti più volte, prima di riuscire a trattenere la pipì, grazie anche all’impulso del cervello.

I ritmi di questa complessa maturazione non sono uguali per tutti i bambini: c’è chi è precoce e chi è tardivo. Gli studiosi hanno comunque rilevato che in genere il bambino è pronto tra i 20 mesi e i 3 anni. Le femmine, poi, sono più precoci dei maschi, che di solito raggiungono l’ autonomia sei-otto mesi dopo. Semplicemente perché i maschietti hanno uno sviluppo neurologico più lento. Il compito dei genitori sarà quindi delicato: dovranno essere attenti a captare i primi segnali di maturità, e agire di conseguenza. E il vasino dovrà comparire in casa, sotto forma di giocattolo, a partire dai 18 mesi.

IL MOMENTO GIUSTO.

Per capire come si fa a trattenere la pipì, il bambino deve essere lasciato libero dal pannolino. L’estate è solitamente il periodo migliore per dare al piccolo questa opportunità. Anche perché il freddo stimola la minzione, cioè l’emissione di pipì. Se però la mamma si accorge di un inequivocabile segnale di maturazione, non è il caso di rimandare, visto che poi le case sono dotate di riscaldamento. Di quale segnale si tratta? Se dopo il pisolino pomeridiano il bambino si sveglia il più delle volte con il pannolino asciutto, significa che è pronto. Bisogna però avere l’accortezza a pranzo di non farlo bere troppo. A questo punto gli si può togliere il pannolino, magari per i primi tempi per 2-3 ore al giorno, e gli si fa notare, senza sgridarlo, quando fa la pipì addosso. Inizialmente deve essere un gioco. Pian piano il bambino capirà che il vasino, che già da qualche mese staziona nel bagno di casa, corrisponde in piccolo al water degli adulti. Le tappe dovrebbero essere: 

 si toglie il pannolino al bambino; 

nel momento in cui fa la pipì, glielo si fa notare; 

ƒ gli si propone il vasino, dicendogli chiaramente che desideriamo che la prossima volta la faccia lì; 

se l’organizzazione della giornata lo consente, gli si mete il pannolino solo durante la notte.

Per quanto riguarda il controllo notturno della vescica generalmente bisogna pazientare ancora un anno dal momento in cui il bambino inizia a riscuotere i primi successi diurni.

NON FORZARLO MAI.

Il controllo del retto viene di solito raggiunto dopo il controllo della vescica (in genere a partire dai 2 anni). Se l’attività intestinale è piuttosto regolare e prevedibile, tutto è più semplice. Il periodo dell’educazione al vasino, coincide con le intense sensazioni di piacere e di orgoglio che il bambino prova nell’andare di corpo. Non bisogna sottovalutare, però, che questo “atto” ha per il bambino un significato molto profondo: facendo la cacca, lui dimostra di essere capace di creare qualcosa e, nello stesso tempo, sente (e vede) che perde qualcosa di sè. In questo periodo della crescita caratterizzato dai “no” del bambino e dalla ricerca della propria indipendenza dai genitori, dimostrarsi troppo esigenti può essere controproducente. Può far scattare nel piccolo l’impulso a “trattenere” per contrastare i genitori e sottrarsi al loro completo controllo. Quindi se i genitori si mostrano troppo rigidi e apprensivi, possono far emergere il bastian contrario che c’è in ogni bambino di 2 anni. Lo stesso vale se lo incitiamo a sforzarsi controvoglia e se controlliano tempi e orari, come spesso avviene anche per l’alimentazione.

STRATAGEMMI VINCENTI.

Il ribrezzo verso le feci non è innato, ma è una conseguenza dell'atteggiamento dei genitori, che invitano il piccolo a “fare”, ma a non toccare né mostrare la sua “produzione”. Il bambino riceve messaggi contraddittori: prima lo si esorta a “produrre”, e poi la sua creazione viene buttata velocemente nel water e fatta sparire. E’ giusto, invece, avere un po’ di tatto e di delicatezza., lodarlo e permettergli di mostrare le feci al papà e alla nonna e poi inventare con lui un rito di addio. Per esempio, gli si può raccontare che ora la sua cacca vuole raggiungere le altre cacche sue amiche, e per far questo bisogna metterla nel water, salutarla e tirare l’acqua. Allo stesso modo, per invogliarlo a farla, si può provare a dirgli che nella sua pancia c’è buio e la sua cacca non vede l’ora di vedere la luce. Senza per questo costringerlo a interminabili sedute sul vasino o, peggio ancora, a rimproverarlo in caso di stitichezza o intervenendo sistematicamente con supposte e clisteri, che il bambino vive come una violenza su se stesso. Il messaggio che il bambino vuole ricevere dai genitori è “sei così bravo da poter fare anche questo”, e non “ormai sei grande, devi saper fare anche questo”. Il bambino, infatti, anche se vuole affermare la propria indipendenza, ha ancora bisogno di sentirsi il piccolo di mamma e papà.

 

Pubblicato il 22/2/2007 alle 17.56 nella rubrica consigli utili.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web