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Il parto di Moselle e le foto del suo bel bimbo!

Mio figlio e' nato il 19 Dicembre, 2006, dopo essermi stato in grembo 36 settimane.

Mi chiamo Moselle, ho 21 anni ed e' il mio primo figlio.

Alla 35 esima settimana ero andata in ospedale per esami di routine. La mia intera gravidanza era stata ad alto rischio e difficile. Ho l’Artrite Reumatoide, una condizione che mi fa gonfiare le giunture. Il dolore e' piuttosto alto e' durante la mia intera gravidanza e' stato un problema siccome non potevo prendere le mie medicine normali o gli antidolorifici giusti perchè avrebbero potuto danneggiare  il feto. In piu' avevo avuto due infezioni ai reni, una delle quali  mi ha quasi fatto andare in travaglio a 28 settimane. A 5 mesi, mentre mi facevano l’ecografia mi hanno informato che c'era una possibilità che c'era qualcosa di sbagliato nelle misure del ventricolo destro nel cervello di mio figlio. Ero stata classificata ad "Alto Rischio" dal 4 mese in poi e sono stata da piu’ dottori in quei 9 mesi che in tutta la mia vita.

Dopo aver speso letteralmente 14 ore in ospedale con un esame dopo l'altro, aver visto 4 dottori e aver fatto 2 ecografie mi hanno informato che mio figlio era piccolo per la sua eta' gestazionale e che avevano scoperto che avevo Pre-Eclampsia, una condizione di alta pressione del sangue molto pericolosa. Avevano assolutamente bisogno di tenermi in ospedale per il resto della mia gravidanza. Vorrei specificare a questo punto che io abito negli Stati Uniti  da quattro anni ed avere un figlio qua non e' la stessa cosa che in Italia. Qui' e' necessario avere l'assicurazione della salute, che ti copre la maggior parte delle spese per andare dal dottore o in ospedale. Se non ce l'hai, sei fregato. Io non l'avevo. Per quel motivo, e per il fatto che io e mio marito eravamo sposati da un mese e non ci volevamo separare, ho litigato col dottore per 2 ore, rifiutandomi di rimanere finche' mi ha detto, piuttosto stressato, che se volevo andare a casa era una mia scelta, ma avrei dovuto firmare un foglio che gli toglieva tutte responsabilita', dato che secondo lui ne andava della mia salute e della vita di mio figlio. Quel discorso mi ha convinto e ho deciso di farmi ricoverare. Per una settimana sono rimasta in ospedale sotto osservazione (per la modica cifra di 1000 dollari al giorno …!!...), con prelievi ed esami dell'urina tutti i giorni, e monitor attaccati alla pancia per controllare mio figlio. Dopo sette giorni mi sono svegliata il 18 Dicembre, alle cinque di mattino, con contrazioni. Sul monitor si era visto che il battito del cuore del mio piccino era lento, e durante le contrazioni rallentava ancora di piu. Dopo 5 ore di contrazioni i dottori hanno deciso di indurmi e farmi avere mio figlio, perche' non era felice nella pancia. Alle 10 di mattina hanno cominciato ad indurmi. Con mio marito, mia madre e mia sorella a fianco, mio padre e la mia altra sorella al telefono dall’Italia, e una dozzina di altre persone continuamente al telefono ho cominciato ad aspettare di dilatarmi. Alle tre di pomeriggio, dopo 10 ore di travaglio, ero isterica. Le contrazioni venivano costantemente, dolorosissime. A volte mi sembrava di non riuscire a respirare. Ho chiesto un epidurale perche' ogni volta che il monitor mostrava la mia contrazione arrivare al massimo, io piangevo. Alle 4 di pomeriggio mi hanno dato l'epidurale e io ero contenta. A mezzanotte, dopo 19 ore di travaglio senza cibo, acqua or riposo, ero solo dilatata 7 centimetri ed ero mezza morta. Poverini, mio marito, mia madre e mia sorella non mi hanno mai lasciato il fianco ed erano li morti di sonno con me. Mi avevano dovuto dare 4 epidurali a quel punto, e non li sentivo piu'. Solo non avevo l'energia di piangere. Il dottore ha deciso di farmi il cesario a quel punto, perche' il battito del cuoricino di mio figlio non cessava di rallentare. Nel frattempo mi avevano messo un monitor dentro perchè facevano fatica a sentirgli il cuore. In piu' mi avevan cominciato a mandarmi acqua dentro l'utero, ad aiutare mio figlio ad essere piu' comodo, cosi' non si stressava. Alle 2 mi hanno controllato quanto ero dilata un ultima volta e per miracolo di Dio ero a 9 centimetri e hanno deciso di lasciarmi partorire naturalmente. L'infermiera ha cominciato a farmi vedere come spingere (io non ho fatto neanche un corso preparto prima di andare in travaglio, perche' costavano un occhio della testa). Dopo una prova di spinte ero 10 centimetri dilata e pronta. Con mia madre che mi reggeva una gamba e l'infermiera un altra, mio marito che mi reggeva la mano e la mia sorellina che piangeva, ho cominciato a spingere. Venti minuti dopo, dopo una dozzina di spinte, e' arrivato il mio amore ad occhi spalancati. A 4 lbs, 7 oz o 1.901 kg, era piccino. Io ero isterica dalla felicita' e piangevo disperatamente. Mio marito era fierissimo perche' si e’ visto subito che era la sua fotocopia. In piu' aveva i testicoli gonfi come tutti i neonati ma lui era convinto di averne il merito ed era  fierissimo. Mi hanno dato in braccio il mio tesoro che ancora non aveva chiuso gli occhi e finalmente il mondo era perfetto. Ringraziando Dio, Nicolas era perfetto, piccolo, ma perfetto. Nelle lacrime della mia famiglia (in sala parto e al telefono in italia) si leggeva la gioia  perche dopo tutta questa paura, ora mio figlio era qui', sano e pronto per venire a casa con noi.

Assolutamente l'esperienza piu' difficile e dolorosa che ho mai avuto (neanche un tatuaggio di 6 ore è comparabile), ma assolutamente l'esperienza migliore della mia vita.




















Pubblicato il 28/1/2007 alle 23.38 nella rubrica I vostri racconti del parto.

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