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Ecco un altro racconto parto...

Inviato da robysed del forum di alfemminile

IL PRIMO PARTO - MATTEO
Dopo 8 mesi di gravidanza senza nessun problema, in una caldissima giornata di Luglio 2003 alla 35+5 improvvisamente mentre ero sul divano a casa dei miei genitori mi si rompono le acque. Panico iniziale, chiamo il mio gentil consorte che era in bici. Torna a razzo. Recuperiamo la cartellina con gli esami e in pareo e canotta (la mattina eravamo stati al mare) andiamo in ospedale. Mi visitano: ero solo pervia ad un dito (aperta circa un cm). Monitoraggio, ma non sembrava ci fossero contrazioni, anche se qualche dolorino lo sentivo. Siccome per l'ostetrica mi ha detto che questi dolorini di schiena non erano quelli giusti, non mi sono preoccupata più di tanto e quando verso le 22.00 mi hanno trasferito in reparto ho mandato il consorte a casa. Grande sbaglio: ho iniziato a sentirmi subito molto sola e confesso che mi sono messa a piangere. I dolori improvvisamente sono aumentati e per fortuna le infermiere mi hanno tenuto con loro mentre preparavano le medicine per la corsia. Mi hanno fatto sedere in una di quelle poltrone comodissime da prelievo e ad ascoltare le loro chiacchiere mi sono rilassata. Ad un certo punto dico che devo andare a fare la plin plin. Un'infermiera mi guarda in faccia e mi dice: vengo con te. Cosa??? Mi accompagna e mi controlla. Decide che è meglio rimandarmi in sala parto. Il ginecologo come mi vede di nuovo lì, mi chiede: ma cosa ci fa qui, signora? E io: mi ci hanno mandato. Visita: la dilatazione era andata avanti e io non riuscivo più a stare ferma. Camminavo e quando la contrazione arrivava, mi piegavo a novanta dove capitava. Alle 2, apertura di 3 cm (inizio ufficiale del travaglio) l'ostetrica decide che era ora di chiamare il futuro padre, che arriva dopo un po' con l'aria un po' sconvolta. Mi fanno appoggiare sul pallone, che non ho apprezzato molto perché non riuscivo a respirare durante la contrazione. Ad un certo punto smetto proprio di parlare. Ci sono solo le contrazioni. Fra una contrazione e l'altra mi addormento. Finalmente attorno alle 5 finiscono e dormo saporitamente finché non sento spingere qualcosa o meglio dovrei dire: qualcuno. Il mio bambino stava cercando l'uscita. A me sale la paura di lacerarmi e contrasto tanto che le contrazioni rallentano. Una lieve sofferenza fetale fa sì che mi diano un po' di ossitocina. Il risultato è che uno spinge anche se non vuole. Ero sulla poltrona ginecologica e dopo un po' di tentativi sbagliati ho trovato il modo di spingerlo fuori usando la voce (non erano urla di paura o di dolore, ma sentivo come un tubo che partiva dalla mia bocca che emetteva il suono fino alla vagina che era "tappata" da mio figlio e il suono lo spingeva fuori). Non c'era più dolore, ma solo tanto bruciore mente i tessuti si tendevano sempre più. Ad un certo punto sento come un pesce che scivola fuori e qualsiasi sensazione sgradevole (dolori, bruciori) cessa. Mi sento qualcosa di caldo sulla pancia: è il mio Matteo. E' nato alle 6.07 del 21 Luglio 2003. 3040 kg per 50,5 cm. Peccato che non possa vederlo bene perché ad un certo punto mi ero tolta gli occhiali e sono orba come una talpa. A causa della prematurità, il pediatra lo porta via subito e io lo rivedr solo dopo 2 ore. Rimango lì per il secondamento, che per fortuna non è doloroso. Peccato che la placenta non fosse a posto e le membrane attaccate alla parete dell'utero, per cui mi hanno dovuto pulire con un ferro (più fastidio che dolore), ma fatto questo io ero a posto (neanche un punto!!!!) e potevo già camminare. Infatti sono andata da mio figlio sulle mie gambe e dopo un'ora non sembrava neanche avessi partorito anche perché la pancia mi era scesa subito.

IL SECONDO PARTO - ANNA
Il primo parto era andato molto bene, forse anche perché non avevo avuto il tempo di pensarci prima (pensavo di avere ancora un mese davanti, non avevo neanche la valigia pronta). Con il secondo invece, grazie anche ad alcuni spunti dati da un'ostetrica "tosta" del corso pre-parto che ho rifatto, ho iniziato a pensarci qualche mese prima e analizzando il primo ho capito che si poteva fare meglio e si poteva chiedere che venisse fatto meglio. Io stessa non sapevo che si hanno molti diritti e che si possono chiedere che vengano / non vengano fatte molte cose durante il travaglio e parto. Inizio ad informarmi e comincio a scrivere un Piano del parto dove espongo le mie preferenze e desideri relativamente al travaglio e parto di Anna ( per esempio, essere seguita solo dallostetrica, il rispetto delle fasi di transizione - quelle in cui le contrazioni si fermano, non rompere il sacco amniotico per accelerare il travaglio, libero movimento, iniziare a spingere solo dopo avere sentito il bambino che spinge, accogliere subito la bambina e tenerla con me tutto il tempo, tagliare il cordone solo dopo 'l'uscita della placenta, evitare l'uso di ossitocina e l'episiotomia, ecc.).
E arriviamo al momento fatidico: chissà perché uno si aspetta di ripetere l'esperienza del primo e invece non è vero. Con il primo era successo tutto all'improvviso, con Anna ho avuto qualche giornata di falsi allarmi (contrazioni prodromiche che mi facevano ben sperare e invece niente!).
Un sabato notte di fine Luglio 2005 facendo la pipì sento un bel ploc: tappo mucoso???? Boh?!?!?! Non ho voglia di accendere la luce, per cui mi tengo il dubbio. Domenica mattina di nuovo contrazioni, ma niente di che. Penso siano ancora prodromiche. Faccio finta di niente, consegno Matteo a mia madre e vado a fare la spesa accompagnata dalle mie contrazioni. All'ora di pranzo, vado a fare la ... vedo un liquido rosato (che mi ricordo bene dal mio primo parto). Comincio a pensare che stavolta ci siamo. Le contrazioni ci sono sempre, ma sono assolutamente irregolari. Per di più, stendendomi un po' sul letto, rallentano molto. Il pomeriggio il mio consorte mi costringe a fare la salita fino al giardino di mia madre. Lì comincio a pensare che sia il caso di andare in ospedale. Chiamo mia madre che era a prendere il gelato con un'amica e la prego di tornare con calma perché doveva tenere Matteo. Dopo 5 minuti in cui c'erano state 4 contrazioni, la chiamo e le dico di tornare SUBITO. Il suo subito in realtà è durato mezzora.
Per scendere verso casa, ogni 3 auto mi dovevo appoggiare e Matteo mi prendeva in giro: mamma bua pancia ahio ahio!!!
Il tempo di una doccia, uno spuntino, arriva mia madre, istruzioni per Matteo che era un po' perplesso e via in macchina Come entro nel posteggio dell'ospedale, verso le 19.00, mi sale la paura e mi metto a piangere, per cui faccio un'entrata trionfale al Pronto Soccorso in pianto e tenendomi la pancia. Mi vedono, arrivano di corsa con una sedia a rotelle e subito in Sala Parto, dove mi calmano un poco e l'ostetrica mi visita: "è di 5-6 cm, partorirà entro 4 ore". COSAAAAA?!?!?!?!?!?! Attacco di panico: comincio a sentire tutto ovattato e a non vedere più. Aiuto: mi sento svenire. Pressione in calo, mi alzano la gambe, dopo un po' va meglio. Mi fanno una flebo di glucosio e inizia il monitoraggio. Il prima possibile mi alzo e comincio a stare - come anche per Matteo - a novanta sul letto, anzi sulla pediera del letto, scomodissima e durissima (il giorno dopo mi farà male la fronte perché la premevo troppo sulla sbarra di metallo! Solo dopo un'ora l'ostetrica mi ha suggerito di metterci un cuscino!!!!). A differenza del primo parto durante le contrazioni - sforzandomi - riuscivo a respirare. Per non accettavo granché il dolore: avrei voluto lasciare lì il mio corpo e il dolore e fuggire via.
Ad un certo punto cambio turno: l'ostetrica che mi aveva accolto mi presenta chi mi avrebbe fatto partorire: era Helena il gendarme con cui non era scattato il feeling durante le brevi apparizioni del primo parto, ma che avrei dovuto rivalutare durante questo secondo parto. Non so se si era letta il mio piano del parto, ma mi dice chiaro e tondo: allora, adesso aspettiamo la rottura delle acque e la dilatazione completa e dopo facciamo nascere Anna.
Verso le 21.30 mi sentivo stanca e mi sono messa sul letto: alle 21.40 ploc e splash: rottura sacco, Anna spinge, mi scappa di fare la cacca e secondo me anche una mega-puzzetta. Prendo paura e caccio alcune urla belluine che fanno schizzare il mio consorte dalla sedia fino ad un angolo della sala parto.
Helena mi chiede se volevo far nascere Anna sul letto e io NOOOO. E allora dove? In piedi? NOOO
L'unica cosa che mi viene in testa è di provare a farla come la prima volta sulla poltrona ginecologica. Già come mi distendo capisco che non andava bene. Non riuscivo ad appoggiare i piedi sui sostegni (gambe troppo lunghe!!!), per cui ho dovuto mettere le gambe sui sostegni come per una visita, la schiena mi faceva male per cui stavo tutta storta ed Helena mi guidava per fare 3 spinte a contrazione. Ma era quello che io non volevo!!! Per di più mi dice anche che la testa è alta e che sarei stata lì per 2 ore. 2 ORE???? Ma stiamo scherzando. Appena possibile, mi tiro giù di lì e di nuovo in piedi a novanta sul letto. Il mio consorte dall'altra parte del letto che mi tiene le mani. Forse un paio di spinte, non mi ricordo bene, finché Helena mi convince ad accovacciarmi. Contrazione, spinta, la testa scende, io di nuovo per paura schizzo verso l'alto e stringo la gambe per fortuna mi convinco a ridiscendere, contrazione, spinta, esce mezza testa, avrei voluto toccarla ma non c'è stato il tempo. Seconda contrazione, spinta, mi dicono di spingere più lentamente perché se no mi lacero. Lacerarmi io????? Giammai!!!! Tutta la testa fuori, primi versetti di Anna, la sensazione assurda della testa di mia figlia in mezzo alle natiche. Ma la tiene lei Anna??? Vero??? E chi se no?
Forse mi mettono in ginocchio, non so, non mi ricordo. Ultima contrazione, ultima spinta, tutto il corpo fuori e splash un altro lago di liquido amniotico. Il mio consorte, come da istruzioni, mi infila gli occhiali (voglio vedere subito mia figlia, questa volta, non come durante il primo parto!!!) e vedo la mia Anna tutta bianca di vernice e con il cordone. Anna è nata alla 22.14 del 24 Luglio 2005. Acrobazie assurde per passarla da dietro a davanti, sul letto. Anna tutta avvolta nella copertina con l'ostetrica che ci dice "cercatela!". La mia bebè tutta calda e paffutella (3.860 kg per 50 cm). Purtroppo hanno tagliato subito il cordone perché avevo il tampone positivo allo streptococco beta-emolitico. Dopo un po', trasferimento sulla poltrona ginecologica per il secondamento con Anna sulla pancia. Non volevo spingere fuori la placenta: ma lei non li vuole proprio lasciare andare i suoi bambini Controllino bah neanche un punto via!!!! E VAI CE L'HO FATTA DI NUOVO A NON LACERARMI!!!!
Dopo un po' con le mie gambette siamo andati all'isola neonatale per le prime cure e dopo neanche 3/4 d'ora dal parto, in reparto perché c'era la fila!!!!! Peccato che questa volta mi sia rimasta un po' più di pancia, perché per il resto di nuovo non mi sembrava neanche di avere partorito.

Pubblicato il 25/1/2007 alle 23.39 nella rubrica I vostri racconti del parto.

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